PALAZZO – Mangiafumo Ca’ d’Oro

795,00

Il Mangiafumo Ca’ d’Oro è un vaso in vetro di Murano grigio realizzato a mano nelle fornaci Veneziane e inciso a mola con la facciata del palazzo.

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Dimensione: Cm 18.5×13 / 7,2″ x 5,1″ / 2,2 l
Materiali: Vetro di Murano con Incisioni
Peso 770 gr
COD: VP001-000-009 Categoria: Tag: , , ,

Descrizione

“Con le sue infilate di balconate traforate, quell’intrico di marmi quadrilobati, di modanature, la merlatura del tetto – un tempo dorata – la Ca’ d’Oro ha sempre esercitato un grande fascino su di me al punto di portarmi a voler incidere la sua complessa architettura sul vetro”.

Grazie a un delicato lavoro di mola, il mangiafumo, realizzato a Murano in vetro grigio, cattura i tratti di quel capolavoro di asimmetria: si riconoscono i dettagli della facciata che appare traforata come un merletto, quello che Josif Alexandrovic Brodskij chiamava “Il pizzo verticale delle facciate veneziane” ovvero “il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo”. Una volta accesa la candela al suo interno, il portacandele sembra animarsi: le balconate gotiche d’un tratto s’illuminano come fosse un palazzo realmente abitato.

Il Designer

La vita di Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga, è visceralmente legata a Venezia. Le memorie infantili, le più belle, sono quelle che si sono formate nelle stanze di Palazzo Papadopoli, tra gli affreschi del Tiepolo e gli affetti familiari.
“Nei miei primi ricordi Venezia aveva altri colori. Era più spenta, drammatica, distrutta, profondamente romantica. Bellissima. Non c’era la luce di oggi, più scintillante, forse, ma meno poetica”.

Lavorazione a Mano

Ogni singolo pezzo nasce da uno schizzo di Gibi fatto ad acquerello su carta lucida: “Quando vedo qualcosa che mi ispira o un oggetto che mi piace, lo disegno e lo rielaboro. Poi si passa alla realizzazione”.
Il vetro, materiale principale nelle collezioni, viene lavorato a Murano.

Ogni bicchiere, ogni specifico oggetto viene soffiato dai maestri vetrai nelle fornaci veneziane.

Giberto porta loro i suoi acquarelli e li discute per perfezionare il progetto, verificarne la fattibilità, e apportare eventuali modifiche. Una volta realizzata la forma desiderata, viene il momento della decorazione.