Fashion at Home – CASA VOGUE

Fashion at Home – CASA VOGUE – 2016

Giberto disegna per Dior Maison una serie speciale di oggetti di vetro. Ispirati agli anni 20 e 30, ma la palette è del tutto insolita.

Di Elena Casadoro.

Tra le personalità più brillanti di una Venezia tanto aristocratica ed elegante quanto attiva nel presente e rivolta al futuro, Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga, per gli amici Gibi, ha trasformato una sua passione/sfida tutta personale in un’attività ricca di sviluppi e, invero, soddisfazioni.

È il 2005 quando, quasi un divertissement, affianca alla sua attivita di manager e broker assicurativo, quella di disegnatore di oggetti di vetro che fa soffiare in fornace dai maestri muranesi e che commercializza con un suo proprio marchio. È una produzione essenziale, raffinata e di nicchia, ma non è sfuggita a Dior che ha chiesto a questo progettista cosi speciale di creare in esclusiva per il negozio Dior Maison di New Bon Street, a Londra, una nuova linea di oggetti ovviamente tutti prodotti anch’essi in quel di Murano.

“Per carità non chiamatemi designer, né artista; sono un amatore” ci tiene a rimarcare Giberto, giocando sul doppio significato del termine – amante e dilettante – “perché amo le cose belle e mi diverto a ricrearle”. Per Dior, Giberto ha disegnato tre servizi di bicchieri, due brocche, un fermacarte e un grande posacenere di lavagna e vetro: progetti che ben esprimono il lusso senza tempo della griffe francese anche nel comparto casa.

“Mi sono ispirato agli anni 20 e 30 e ho proposto, vincendo le resistenze del vecchio maestro che li ha soffiati, pezzi nuovi che rimandano alla tradizione veneziana, ma con colori insoliti: il grigio, il rosa, il cipria e il nero – tonalità che per me rappresentano un’epoca”. Giberto reinventa la classicità traendo spunti da esperienze diverse:

“Sono nato a Venezia e ho avuto la fortuna di crescere in una casa bellissima, in una famiglia che aveva gusto. La mia ispirazione viene da li. E dai viaggi”. In India, di cui ha ripreso le pietre dure che usa costantemente nei suoi lavori; in Russia, che ama perché abbina materiali preziosi con i più poveri. Guarda agli oggetti antichi per la qualità dei materiali e la cura nei dettagli, mentre dei moderni apprezza soprattutto le forme.

Perché ami il vetro? “È una materia senza tempo e le cose classiche sono sempre attuali”. Alla grande tradizione Giberto si rifà anche nei suoi progetti più artistici: da anni per esempio realizza, con la tecnica della cera persa, copie di un celebre busto in ottone di Ottaviano Augusto di Ferdinand Barbedienne.

L’ultima impresa è stata la partecipazione alla Biennale Architettura, dove espone, nella sezione realizzata con il Victoria e Albert Museum, la copia della “Paolina Borghese come Venere vincitrice” di Canova, creata con lo zampino di Adam Lowe (factum-arte.com).

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