Bicchierino Shot Rosso – JAI

85,00

Il Jai è un bicchierino da shot soffiato a mano in forma cilindrica in più varianti di colore e impreziosito da un’ematite.

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Dimensioni: Cm 6,5 x 5 / 2,56″ x 1,97″ / 100 ml
Materiali: Vetro di Murano
Peso: Gr. 80
COD: BJ003-001-008 Categoria:

Descrizione

Jai è un bicchiere di piccole dimensioni soffiato in una forma cilindrica in più varianti di colore, finito con una corona in platino e ulteriormente arricchito dall’applicazione di una pietra dura di forma circolare.

Jai nasce durante un soggiorno a Jaipur, città incantata del Rajasthan, dove ebbi l’intuizione di utilizzare le pietre dure anche per i miei bicchieri”

Un’idea originale quanto complessa nella realizzazione vista la combinazione dei due materiali – vetro soffiato e pietra – è stata possibile solo grazie all’individuazione di una colla completamente trasparente applicata con grande maestria.

“È stata complessa la scelta delle pietre da applicare, affinché potessero instaurare un dialogo cromatico con la trasparenza del vetro: la preferenza è caduta infine sull’ematite per la sua colorazione azzurra ferrosa che bene si adatta alla natura stessa del vetro”.

Jai è un bicchiere perfetto per ogni occasione ma soprattutto se tenuto in freezer per uno shot di vodka o per un Gin Martini.

Lavorazione a mano

Ogni singolo pezzo nasce da uno schizzo di Gibi fatto ad acquerello su carta lucida: “Quando vedo qualcosa che mi ispira o un oggetto che mi piace, lo disegno e lo rielaboro. Poi si passa alla realizzazione”.
Il vetro, materiale principale nelle collezioni, viene lavorato a Murano.

Ogni bicchiere, ogni specifico oggetto viene soffiato dai maestri vetrai nelle fornaci veneziane.

Giberto porta loro i suoi acquarelli e li discute per perfezionare il progetto, verificarne la fattibilità, e apportare eventuali modifiche. Una volta realizzata la forma desiderata, viene il momento della decorazione.

Il Designer

La vita di Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga, è visceralmente legata a Venezia. Le memorie infantili, le più belle, sono quelle che si sono formate nelle stanze di Palazzo Papadopoli, tra gli affreschi del Tiepolo e gli affetti familiari.

“Nei miei primi ricordi Venezia aveva altri colori. Era più spenta, drammatica, distrutta, profondamente romantica. Bellissima. Non c’era la luce di oggi, più scintillante, forse, ma meno poetica”.